Credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo

Le imprese che effettuano investimenti in ricerca e sviluppo avranno la possibilità di ottenere un’agevolazione fiscale, sotto forma di credito d’imposta. L’agevolazione è valida fino al 2022.

La Legge n. 160/2019 ha introdotto, per il periodo d’imposta 2020 (rectius: “per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019”) un credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative.

La legge di Bilancio appena varata (art. 1, c. 1064, l. n. 178/2020) ha esteso l’ambito temporale di applicazione di questi crediti ai periodi d’imposta 2021 e 2022 (rectius: “per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2022”), incrementandone la misura.

Il credito d’imposta in esame è utilizzabile esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione, subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione previsti dalla norma (la legge di Bilancio 2020 ha previsto che, a differenza del passato, in cui era spendibile interamente anche in un solo anno, il credito d’imposta può essere compensato “in tre quote annuali di pari importo”).

Legge n. 178/2020 (art. 1, c. 1064) – Incremento misura del credito d’imposta

Tipologia creditoMisura 
Legge di Bilancio 2020Legge di Bilancio 2021
Ricerca e sviluppo12% (max 4 Ml€)20% (max 4 Ml€)
Innovazione tecnologica6% (max 1,5 Ml€)10% (max 2 Ml€)
Design e ideazione estetica6% (max 1,5 Ml€)10% (max 2 Ml€)
Innovazione tecnologica per transizione ecologica o di innovazione digitale 4.010% (max 1,5 Ml€)15% (max 2 Ml€)

Misura del credito d’imposta

Il “vecchio” credito d’imposta nel testo in vigore fino al 31 dicembre 2019 (art. 3 del D.L. n. 145/2013 e successive modifiche), si riferiva agli investimenti in attività di ricerca e sviluppo effettuati “a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2020” cioè, per i contribuenti con esercizio coincidente con l’anno solare, per i periodi d’imposta 2015 – 2020.

Lo stesso era pari al 25% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015 (il credito d’imposta era pari al 50% per le spese relative al personale dipendente e ai contratti con Università ed enti di ricerca).

Ad esempio:

– investimento anno 2016: 400, di cui 100 per spese di personale

– media investimenti 2012 – 2014: 120

– Eccedenza: 280, di cui 70 riferibili (proporzionalmente) a spese di personale

– Credito d’imposta: (210 x 25% = 52,5) + (70 x 50% = 35) = 87,5 (52,5 + 35).

A partire dal 2020, invece, il credito d’imposta viene calcolato come percentuale degli investimenti agevolabili effettuati.

Ad esempio:

– investimento complessivo ricerca e sviluppo 2021: 400

– credito d’imposta: 80 (400 x 20%).

Naturalmente, il nuovo credito d’imposta risulterà meno favorevole di quello in vigore fino al 2019 se la media degli investimenti realizzati nel triennio 2012 – 2014 è stata molto bassa oppure hanno un certo peso le spese doppiamente agevolate (come nell’esempio proposto); mentre invece, in caso contrario, il nuovo meccanismo di calcolo risulterà più favorevole.

A chi si rivolge

Tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale.

La fruizione del beneficio spettante è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Come si accede

Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili deve risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro.

Le imprese, inoltre, sono tenute a redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte.

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